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small caps: autenticità in piccole lettere capitali

small caps: autenticità in piccole lettere capitali

 

small caps è uno studio veneziano da cui siamo andati per un bellissimo workshop di serigrafia. Per non farci mancare nulla, abbiamo intervistato i ragazzi che l’hanno fondato!

Ciao ragazzi! small caps è un nome bellissimo. Come l’avete scelto?

Per i profani della tipografia lo Small Caps è il termine inglese per indicare il maiuscoletto. Starebbe per Small Capitals, che suona come Piccole Lettere Capitali. Ma in finanza indica le realtà a basso capitale!

 

 

Come nasce small caps?

Ci conosciamo dei tempi dell’università. Com’è successo di aprire lo studio non lo sappiamo, è successo in maniera naturale. E un po’ avventata.

 

 

Avete sempre saputo di volervi occupare di serigrafia, o ci siete arrivati per qualche motivo in particolare?

Prima ci limitavamo alla progettazione grafica: tanti schizzi e infinite ore di computer. Poi un giorno è arrivata la serigrafia come un fulmine a ciel sereno. In un nanosecondo avevamo capito che era una tecnica di cui impadronirsi e da sviscerare. E ci siamo ancora dentro.

La stampa serigrafica è legata ad un universo culturale particolare? C’entra qualcosa con le vostre autoproduzioni?

La stampa serigrafica è legata al mondo musicale. Ci sono i Gig Poster, i poster legati agli eventi musicali, che sono quasi sempre serigrafati ed autoprodotti. Poi ci sono i poster autoriali, fatti da illustratori e designer e spesso stampati in tipografia. Noi cerchiamo di stare lì in mezzo.

 

 

Quali sono le soddisfazioni e difficoltà più grandi per chi fa un lavoro come il vostro?

La soddisfazione è stampare come vogliamo, quando vogliamo, perché vogliamo. Sentirsi una filiera: gestire l’intuizione, lo schizzo, il file, il documento esecutivo, il telaio serigrafico, la carta, il colore, la stampa, il rifilo e la firma finale. Dal nulla al prodotto finito.
La difficoltà è trasformare la propria passione in un lavoro. Ma questo lo sostengono in tanti.

 

 

Com’è il mercato della serigrafia in Italia? C’è interesse e sensibilità nei confronti di quest’arte da parte della – chiamiamola così – industria della comunicazione/advertising?

In Italia niente di speciale. In Europa in generale, e quindi anche in Italia, c’è un ritorno alle arti applicate, che sta rinascendo assieme alla coscienza digitale. Controllate al supermercato o negli spot in tv quanta calligrafia in più state vedendo negli ultimi anni. Per fare un esempio.

small caps ha il sangue veneziano. C’è un legame particolare tra la vostra attività e questa città?

Siamo talmente veneziani da non essere nati qui: uno di noi è nato al confine tra Veneto e Lombardia, l’altro al confine tra Italia e Francia. Siamo a Venezia per scelta, mica per condizione. Abbiamo imparato negli anni a capirla, a metterla in dubbio, ad apprezzarla ed a disegnarla.

 

 

Avete una filosofia/etica di lavoro che portate avanti con small caps?

C’è un atteggiamento di umiltà, per questo ci piaceva un nome con la parola “Small”. Crediamo che sia un modo per garantire un buon rapporto tra le persone, e che ci permetta di identificarci in tutti i nostri lavori. Ci piace dedicare lo stesso impegno sia ai lavori grandi che alle piccole richieste.

 

 

Cosa c’è nel vostro studio?

I nostri strumenti di lavoro. Il nostro spazio è un laboratorio, è una fucina, è un cantiere aperto, è un ribollire di quello che facciamo, è il caos. E così ci piace, e così ci serve. Ad ogni visitatore tendiamo a palesare i nostri difetti, piuttosto che pavoneggiarci delle nostre piccole glorie. È come ci vedi. È come siamo. È come lo facciamo.

 

 

Grazie ragazzi!

A voi. Tutto ciò che vi abbiamo descritto lo mettiamo in pratica quando facciamo didattica. Per noi è bellissimo poter contaminare altre persone, soprattutto i più giovani. Ci ringiovanisce vedere la stessa voglia di fare e la meraviglia che abbiamo assaporato anni fa, mantiene i nostri tizzoni ardenti.

 

 

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